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22 apr 2026·8 min

I 7 errori SDI più comuni nel 2026 (e come evitarli prima dell'invio)

GF
Giulia Ferraris
Head of Compliance, Sdilio

Lo SDI nel 2026 è più severo di quanto fosse nel 2019, quando la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria. L'Agenzia delle Entrate ha aggiunto nuovi controlli formali sul tracciato FatturaPA 1.2.2, sui codici TipoDocumento (TD24, TD28 per le note di credito da scontrino, TD27 per autofattura forfettario), e sulle regole di reverse charge interno. Risultato: chi non aggiorna i propri processi vede crescere gli scarti.

Nel primo trimestre 2026 i clienti di Sdilio hanno emesso 2,4 milioni di fatture elettroniche. Il 4,1% è stato rifiutato dallo SDI almeno una volta. Sembra poco, ma significa quasi 100.000 fatture da riemettere, con 5 giorni di tempo utile e potenziali sanzioni per omessa fatturazione. Sette tipi di errore concentrano l'85% degli scarti.

1. Codice destinatario assente o errato (32% degli scarti)

È di gran lunga la causa numero uno. Il codice destinatario è una sequenza di 7 caratteri alfanumerici che identifica il canale SDI del cliente (6 caratteri per la Pubblica Amministrazione). Quando manca, l'emittente deve usare il valore "0000000" e instradare via PEC. Ma chi compila a mano spesso sbaglia: scrive "XXXXXX" (errato), oppure "0000000" ma omette la PEC, oppure inserisce il codice fiscale al posto del codice destinatario. La soluzione: validare in pre-invio incrociando il cassetto fiscale e INI-PEC.

2. Partita IVA non corretta o cessata (18%)

La partita IVA del cessionario/committente viene verificata in tempo reale dallo SDI contro l'Anagrafe Tributaria. Se è formalmente corretta ma cessata, la fattura viene scartata con codice 00305. Capita più spesso di quanto si pensi: clienti che hanno chiuso la P.IVA e non l'hanno comunicato, fusioni che hanno fatto migrare la P.IVA, anagrafica interna mai aggiornata. Controllare il VIES o l'API gratuita dell'Agenzia delle Entrate prima dell'emissione costa zero e previene il 100% di questi casi.

3. Aliquota IVA incoerente con la natura dell'operazione (14%)

Le operazioni "non imponibili", "esenti" o "fuori campo IVA" richiedono il campo Natura compilato correttamente: N1 (escluse art.15), N2.1/N2.2 (non soggette), N3.1-N3.6 (non imponibili: esportazioni, cessioni intracomunitarie, San Marino, Vaticano), N4 (esenti art.10), N5 (regime del margine), N6.1-N6.9 (reverse charge), N7 (IVA assolta in altro Stato UE). Mettere "N4" su una cessione intracomunitaria invece di "N3.2" è uno scarto sicuro.

4. Esterometro non incluso o mal gestito (11%)

Dal 2022 l'esterometro non esiste più come adempimento separato: le operazioni con controparti estere vanno trasmesse allo SDI usando i codici TipoDocumento TD17 (acquisto servizi da estero), TD18 (acquisto beni intracomunitari), TD19 (acquisto beni ex art.17 c.2). Molte aziende ancora trattano queste operazioni come fatture interne con causale "acquisto estero" — lo SDI le scarta. Il fix è educare il gestionale, non l'utente.

5. Riferimento normativo mancante per il regime forfettario (8%)

I forfettari che emettono fattura verso B2B/PA devono indicare nel campo "Natura" il codice N2.2 e nella descrizione "Operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014". Va aggiunta anche la marca da bollo virtuale (€2) per fatture superiori a €77,47. Saltare la marca da bollo non causa scarto SDI ma sanzioni fiscali.

I rimanenti errori e come automatizzare i controlli

  • Numerazione non progressiva o duplicata (5%)
  • Importi non quadrati tra righe e totali per arrotondamento (4%)
  • Data emissione futura o oltre 12 giorni dall'operazione (3%)
  • Tracciato XML non valido contro lo schema XSD (4%)
  • Note di credito senza riferimento alla fattura originaria (1%)
Il 95% di questi scarti si previene con tre controlli automatici prima dell'invio: validazione XSD, verifica P.IVA contro AdE, controllo coerenza Natura/aliquota. Non serve un commercialista per ogni fattura, serve un software che sa dove guardare.

Cosa fare lunedì mattina

Apri il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, sezione "Notifiche di scarto". Scarica gli scarti degli ultimi 6 mesi (esportazione CSV). Classifica per codice errore. Quasi sicuramente troverai che 2-3 codici concentrano l'80% dei tuoi rifiuti. Quelli sono i processi da automatizzare per primi. Sdilio fa esattamente questo lavoro in modo continuo: validazione XSD + controllo VIES + classificazione errori in italiano, prima che il file arrivi allo SDI.

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